Pubblicazione scientifica sull’utilizzo dell’Oleoresin Capsicum
Carlo Alfredo Clerici (1,2), Gianfranco Peletti (1), Laura Veneroni (1), Angelo de’ Micheli (3)
Spray per autodifesa da soggetti con comportamento aggressivo: una revisione della letteratura scientifica sull’utilizzo dell’oleoresin capsicum
(1) Sezione di Psicologia, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche, Facoltà di Medicina, Università degli Studi di Milano
(2) S.S.D. Psicologia Clinica, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori, Milano
(3) Cattedra di Criminologia Clinica, Dipartimento di Morfologia Umana e Scienze Biomediche, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Milano
RIASSUNTO
In molte nazioni negli ultimi decenni si è diffuso l’impiego di spray all’estratto di peperoncino (oleoresin capsicum) come arma non letale. Nel 2009 in Italia un decreto sulla sicurezza ha stabilito che questi spray, prima illegali, possano essere acquistati e detenuti legalmente dai cittadini; nello stesso tempo i corpi di polizia locale hanno iniziato a dotarsi di questi congegni per autodifesa e per facilitare l’arresto di soggetti con comportamento aggressivo. Questa review analizza la letteratura scientifica multidisciplinare sull’efficacia e i possibili rischi per la salute, acuti e a lungo termine, legati all’impiego di spray al capsicum per i soggetti esposti e gli utilizzatori, privati cittadini o personale delle forze dell’ordine. Sono illustrate anche le raccomandazioni per un corretto uso di questi strumenti. Parole chiave: capsicum, capsaicina, aggressioni, difesa, violenza, spray al peperoncino, armi non letali. ABSTRACT. In several countries oleoresin capsicum (OC) spray is being used as non lethal weapon in recent years. In 2009 in Italy a Security Act has established that self-defence spray devices can lawfully be purchased and possessed by citizens; at the same time corps of local police started to adopt these devices for self defence and aid in arresting aggressive individuals. This article analizes the multidisciplinar literature about the efficacy and possible acute and long-term health risks of pepper spray for exposed individuals and police or civilians users. The paper also reports updated considerations about correct use of this devices. Key words: capsicum, capsaicin, aggressions, defence, violence, pepper spray, non lethal weapons, mace.
INTRODUZIONE
Difendersi è un diritto, sostenuto dalla storia e dalle legge, ma non si può esagerare. Quindi serve difendersi senza danneggiare, tanto meno uccidere. Nel contesto delle società industrializzate è da tempo emersa l’esigenza di strumenti difensivi meno letali delle armi da fuoco. Per questo da decenni sono entrati in uso in diverse nazioni del mondo agenti incapacitanti, in confezionamento spray, per autodifesa contro azioni aggressive di persone e animali. All’impiego di sostanze chimiche fra cui il CS (ortoclorobenzalmalononitrile), il CN (cloroacetofenone) e il CR (dibenzoxazepine), si è aggiunto più recentemente l’impiego dell’estratto di peperoncino (oleoresin capsicum [OC]). L’uso del capsicum è descritto fin dall’antichità in Giappone mediante il metsubishi, un contenitore in lacca o metallo, per soffiare polvere di peperoncino negli occhi della persona da immobilizzare (1). Come gli altri agenti ha un’azione irritante sugli occhi, la cute e le vie respiratorie e può essere utilizzato come agente incapacitante ma con minori effetti tossici. In Italia vi è stato un lungo dibattito circa l’introduzione in commercio di spray al capsicum (a lungo proibiti) per autodifesa dei cittadini e la dotazione per le forze di polizia, in particolare della Polizia Locale. Per alcuni anni solo pochi modelli commerciali sono stati considerati di libera vendita. In Italia questi strumenti, in precedenza proibiti, sono stati resi di legittima detenzione porto con la legge 15-7-2009 n°94 (“pacchetto sicurezza”) art. 3 comma 32. Lo spray OC è stato poi compreso fra le dotazioni possibili ai corpi di Polizia Locale per effetto di leggi regionali (ad esempio la legge n° 4/2003, art. 18 della Regione Lombardia). Attualmente sono diverse centinaia i comuni italiani che hanno dotato il personale della Polizia Locale di spray O.C. Obiettivo di questa review è una rassegna della letteratura scientifica sulla sicurezza, l’efficacia sul comportamento aggressivo, indicazioni e controindicazioni d’impiego dei congegni per autodifesa a base di oleoresin capsicum.
Materiali e metodi
La letteratura è stata raccolta mediante le banche dati online Medline (1950 a 31 maggio 2011), Embase, Cochrane Library e PsychINFO. Sono stati utilizzati i seguenti termini di ricerca variamente combinati: capsicum, pepper, capsaicin, spray, oleoresin, defense, OC, mace, less-lethal, nonlethal weapon. Accanto agli articoli provenienti da riviste indicizzate, la ricerca è stata integrata dalla consultazione di libri, articoli e repertori bibliografici cartacei allo scopo di considerare anche articoli appartenenti alla cosiddetta “letteratura grigia”, per lo più fonti tecniche di polizia. Tutti gli articoli clinici sono stati considerati, anche se gli studi farmacologici e sperimentali su esseri umani e animali sono stati utilizzati solo in parte. Gli studi considerati per l’analisi finale sono stati sottoposti a un’analisi di qualità indipendente da due degli autori (CAC e LV). La qualità dell’evidenza è stata basata sul Grading of Reccomandations Assessment, Development and Evaluation System (2). Sono stati esclusi gli studi sull’impiego di capsicum in funzione antisommossa.
Analisi dei dati
Dalla ricerca sono stati identificati 232 articoli di cui 83 ritenuti pertinenti (Tabella I). È possibile suddividere schematicamente gli articoli considerati nei seguenti temi: meccanismo d’azione dei derivati capsaicinoidi, confezionamento e merceologia degli spray OC, effetti clinici degli spray OC, effetti comportamentali, effetti letali, misure di soccorso, sicurezza del personale, criteri d’impiego.
Tabella I. Fonti di articoli e abstract identificati ed esaminati
Composizione e meccanismo d’azione
Il peperoncino piccante era usato come alimento fin da tempi antichissimi. Dalla testimonianza di reperti archeologici risulta conosciuto in Messico alcuni millenni avanti Cristo. In Europa l’impiego alimentare del peperoncino si diffuse in seguito all’importazione dalle Americhe. Ingrediente attivo dello spray al peperoncino è l’olio di peperoncino (oleoresin capsicum). Esso è composto da una miscela di fenoli liposolubili chiamati capsaicinoidi, una classe di sostanze chimiche affini alla capsaicina (3, 4). I capsaicinoidi sono ammidi della vanillammina, con un acido grasso ramificato a media catena (5), presenti nell’oleoresina, estratta dei frutti delle piante, in concentrazione variabile. Fra i capsaicinoidi naturali quelli più comuni sono capsaicina, diidrocapsaicina, omodiidrocapsaicina, nordiidrocapsaicina e omocapsaicina (6). Fra questi capsaicina e diidrocapsaicina sono i più abbondanti mentre gli altri sono presenti in quota più ridotta. Lo studio della capsaicina si è a lungo basato su osservazioni derivate da studi tossicologici soprattutto nell’ambito della produzione di peperoncino o di contaminazioni occidentali (7 – 17). Da queste osservazioni si è compreso che la capsaicina agisce direttamente sulle fibre nervose periferiche sensitive (e non su quelle motorie), stimolando i recettori vanilloidi (VR1, vanilloid receptor type 1) (18). Questa azione induce il rilascio di tachichinine o neuropeptidi come la sostanza P, la neurokinina A, glutammato e CGRP, inducendo un’infiammazione su base neurogena (19, 20) nei vasi, negli epiteli e sulla muscolatura liscia delle vie aeree (21) con vasodilatazione, aumento della permeabilità vascolare, chemotassi neutrofila, secrezione mucosa e broncocostrizione (14). A differenza di altri agenti chimici per impieghi di polizia come il CN e il CS, che provocano soprattutto effetti irritanti, l’OC produce sia irritazione sia infiammazione neurogena. L’uso ripetuto di capsaicina determina nell’area colpita una deplezione della sostanza P e per questo meccanismo trova impiego a scopo terapeutico per il trattamento del dolore cronico come la nevralgia post-erpetica o la neuropatia diabetica (22, 23).
Confezionamento e merceologia
Gli erogatori di OC in commercio nel mondo contengono fra l’1 e il 15% di capsaicina. Negli Stati Uniti i modelli d’impiego civile ne contengono circa l’1% mentre i modelli per impieghi di polizia hanno una concentrazione maggiore (24). I modelli in commercio in Italia hanno generalmente un contenuto di 10% di capsaicina. Generalmente uno spray OC contiene a soluzione di oleoresin capsicum diluito con solventi (diclorometano, tricloroetilene, isopropanolo, freon, glicole dipropilenico, etanolo, metanolo, o etere etilico) e gas propellenti (N2 o CO2). La potenza di ogni spray OC, essendo le sostanze attive derivate da sostanze naturali con tipologie diverse di peperoncini freschi con variabile potere irritante (25) presenta differenze (3, 26) definite dipendenti da tre parametri:
• Scoville Heat Unit SHU’s (un test soggettivo basato sulla percezione del piccante)
• percentuale di Oleoresin Capsicum
• concentrazione di capsaicinoidi (quantità di componente attivo presente all’interno del prodotto in percentuale).
La letteratura riporta come i prodotti non siano generalmente sottoposti a misure analitiche della concentrazione degli ingredienti attivi e ciò può contribuire al rilievo di una composizione e un’efficacia incostante (27, 28, 29, 25). L’impiego di capsicum ha portato anche allo sviluppo di metodiche analitiche ad hoc per analisi medico legali (30). L’efficacia e il metodo d’impiego dipendono anche dal tipo di erogazione dell’OC. Esistono quattro tipi di erogatori di capsicum: nebulizzante (fog), a cono (cone), a getto balistico (balistic stream), a schiuma (foam). Per impieghi di polizia sono utilizzati generalmente i modelli con erogazione a getto balistico, sistema preferito per le sue caratteristiche che lo rendono utilizzabile a diversi metri di distanza, con una certa possibilità di selezione del bersaglio e limitata contaminazione ambientale in luoghi chiusi. L’erogazione a cono nebulizzato è meno adatta per un uso difensivo, perché se utilizzato in spazi chiusi contamina l’ambiente rendendo impossibile la presenza di persone per alcune ore. All’aperto risente molto delle condizioni ambientali ed è spesso causa di autocontaminazione per gli utilizzatori. Per ultimo i prodotti nebulizzati, a causa del gas propellente e della base oleosa per mantenere in sospensione il prodotto sono altamente infiammabili e possibile causa di ustioni o di altri incidenti. La disponibilità di spray OC dipende dalle normative dei diversi Stati (31). In Australia, India, Israele, Italia, Lettonia, Polonia, Russia, Slovacchia, Spagna, Sud Africa e molti Stati U.S.A, gli spray OC sono di libero porto per autodifesa. In Canada, Germania è vietato per l’impiego contro persone ma consentito per autodifesa contro animali. In Finlandia, Svezia, in alcuni stati U.S.A. (come il Massachussetts) il porto è autorizzato con licenza. In Belgio, Danimarca, Gran Bretagna Irlanda, Islanda, Norvegia, Olanda e Ungheria sono riservati alle forze di polizia.
Effetti clinici
Gli effetti dell’esposizione all’OC sono caratteristici a seconda dei distretti corporei esposti. Gli effetti sugli occhi includono blefarospasmo, lacrimazione abbondante e cecità temporanea, vasodilatazione dei vasi palpebrali che porta all’immediata chiusura degli occhi. A carico della cute OC produce un’intensa sensazione di bruciore, vasodilatazione e dolore nelle aree colpite proporzionali alla dose ricevuta, della durata di circa 30 minuti. Si può verificare riduzione della sensibilità per la durata di alcuni giorni (32). A carico delle vie aeree si verifica una risposta irritativa acuta con sensazione di bruciore alla gola e tosse. Può verificarsi in taluni caso broncocostrizione e dispnea (14), laringospasmo fino a temporanea paralisi laringea e più raramente arresto respiratorio (33, 34). Sono state descritte anche reazioni idiosincratiche allo spray OC (35). Gli effetti degli spray OC sono in genere transitori, salvo un certo potere lesivo a carico degli occhi. Abrasioni corneali sono riportate in una percentuale variabile fra il 7% e l’8.6% (26, 36, 37, 38) e anche lavori più recenti descrivono la possibilità di danni corneali (39, 40, 41, 42). Alcune revisioni mostrano come gli effetti di OC sulla congiuntiva e la cornea siano in genere modesti e temporanei (43). È descritto il ruolo dei diluenti e dei solventi più che di OC rispetto a questi effetti lesivi (44).
Effetti comportamentali
Come effetto della somministrazione di OC via spray, oltre alla chiusura degli occhi e alle difficoltà respiratorie, si verifica una perdita di controllo dell’attività motoria; dopo l’esposizione può verificarsi una risposta motoria con flessione della parte superiore del corpo e tremori. È possibile il verificarsi di reazioni di panico e disorientamento. La maggior parte di questi effetti è transitoria, con un ritorno all’assenza di sintomi circa 30 minuti dopo l’esposizione. Come effetto dei sintomi sopra descritti nella maggior parte dei casi il soggetto abbandona la propria condotta aggressiva. L’efficacia è descritta in una percentuale elevata, anche se la letteratura scientifica riporta un tasso di fallimento fra il 10 e il 26% (32, 45, 46). La letteratura fornisce elementi non univoci per spiegare i casi di mancata efficacia. Alcuni studi (46, 47, 48, 49) hanno evidenziato una minore sensibilità all’OC in persone con condotte aggressive per effetto di droghe, alcool o disturbi mentali mentre uno studio ha mostrato elevata efficacia nei soggetti sotto influenza di droghe e alcool (50). In ogni caso è riportato come rispetto agli aggressivi chimici CN e CS utilizzati in alcuni spray per autodifesa che hanno un’azione irritante diretta, l’OC abbia un effetto infiammatorio e quindi meno influenzato dall’effetto analgesico di droghe e alcool (24). Anche nei casi di minore efficacia è descritto come la chiusura degli occhi abbia l’effetto di ostacolare le reazioni oppositive della persona colpita. Alcuni studi su animali descrivono un’efficacia fra il 100% in una piccola serie di aggressioni da parte di cani (46) mentre studi di ambito zoologico e veterinario riportano un’efficacia fra il 90 e il 100% negli orsi (51, 52).
Effetti letali
Sono stati descritti alcuni casi di morte di soggetti in stato di fermo in seguito all’impiego di OC (53, 54, 55). Su alcune decine di casi investigati solo in uno, che ha avuto particolare risonanza (il decesso di un ventiquattrenne avvenuto in North Carolina) l’OC è stato identificato come agente causale; la vittima era un soggetto asmatico che aveva ricevuto circa 10-15 spruzzi (1). La causa della morte è stata identificata in un grave acuto broncospasmo e l’esame autoptico ha evidenziato un marcato danno dell’epitelio polmonare. La cause del decesso in stato di fermo di soggetti trattati con capsicum sono state attribuite e asfissia da posizione (per ammanettamento), intossicazione da alcool e/o stupefacenti (cocaine, metamfetamina, fenciclidina), disturbi cardiovascolari o respiratori preesistenti, obesità, sindrome neurolettica maligna e altre cause (56, 48, 57). Sono comunque necessari ulteriori dati circa il ruolo dell’OC sulla mortalità in stato di fermo di polizia anche se almeno uno studio (58) non evidenzia differenze significative fra contesti che impiegano OC come dotazione alle forze di polizia e quelli che non lo impiegano. Dalla letteratura sull’OC non risultano elementi per sostenere che l’OC sia del tutto privo di effetti letali nonostante minore tossicità rispetto ad agenti chimici impiegati allo stesso scopo. Il corpus delle osservazioni riportato dalla letteratura scientifica e in particolare da quella statunitense è tuttavia fondato su migliaia di episodi di utilizzo e sullo studio dei decessi in stato di fermo senza uso di spray al capsicum (45).
Misure di soccorso
In generale la misura di pronto soccorso più importante per chi è stato esposto al capsicum è di lasciare l’area contaminata e spostarsi in una ben ventilata, per facilitare la dispersione delle particelle contaminanti. Dovrebbero essere rimossi i vestiti e lavati in acqua fredda. La cute dovrebbe essere lavata con acqua corrente e sapone e le ustioni dovrebbero essere trattate secondo le procedure raccomandate per la contaminazione da agenti chimici, con l’uso di steroidi applicati localmente in caso di dermatiti e eritemi in forma grave. Particolare cura deve essere posta rispetto alla contaminazione oculare; generalmente è consigliata l’irrigazione con acqua corrente (32). Le lenti a contatto dovebbero essere prontamente rimosse e quelle morbide eliminate. Sono anche descritte procedure di decontaminazione con agenti decontaminanti ad hoc (59, 60) anche se la sperimentazione di diverse tecniche di decontaminazione (soluzione di idrossido di alluminio – idrossido di magnesio, gel di lidocaina 2%, shampoo neutro, latte o acqua) in volontari sani non ha mostrato differenze significative e il principale fattore coinvolto nella scomparsa del dolore sia il tempo trascorso dall’esposizione al capsicum (61). Soggetti asmatici e che soffrono di broncopneumopatie ostruttive hanno in generale una maggiore reattività bronchiale a un numero di sostanze in grado di indurre broncocostrizione, come istamina e metacolina. La capsaicina, agendo sul rilascio di sostanza P, può indirettamente causare il rilascio di istamina e quindi alcuni pazienti possono trovarsi a rischio di sviluppare una reazione di broncocostrizione a dosi di capsaicina inferiori rispetto ad altri soggetti. Queste persone potrebbero costituire un gruppo a rischio rispetto all’impiego di spray OC. Per questo è necessario definire procedure di emergenza in caso di reazioni di impersensibilità allo spray OC. Farmaci steroidi e broncodilatatori dovrebbero essere facilmente disponibili. Pazienti che sviluppano difficoltà respiratorie dovrebbero essere visitati da un medico. In alcuni casi può essere necessaria la somministrazione di beta-2 agonisti o di aminofillina per il trattamento del broncospasmo. La somministrazione di ossigeno può portare ad una remissione dei sintomi così come in alcuni casi possono essere necessarie misure rianimatorie (62). L’infiammazione cutanea regredisce spontaneamente.
Sicurezza del personale
La sicurezza del personale è una priorità essenziale. Ogni effetto degli strumenti per autodifesa sulla salute degli operatori, soprattutto se a lungo termine è un effetto indesiderato. Osservazioni sperimentali riferiscono il sospetto di mutagenicità e cancerogenicità del capsicum ma non alle dosi a cui è prevista un’esposizione accidentale (63). In seguito a un favorevole rapporto dell’F.B.I. (50) molte agenzie di sicurezza negli U.S.A. hanno adottato spray al capsicum fra la fine degli anno Ottanta e gli anni Novanta. È stato descritto come l’OC presenti importanti rischi per i dipendenti esposti e non dovrebbe essere utilizzato intenzionalmente sulla cute, gli occhi e le mucose nel corso dell’addestramento (64). Sono state identificate varie misure per ridurre la possibilità di ridurre la possibilità di danni fisici gravi e permanenti nel corso dell’addestramento: non impiegare lo spruzzo diretto (a meno di impiegare protezioni facciali adeguate), avere a disposizione docce e possibilità di lavaggio degli occhi, eseguire uno screening dei dipendenti da addestrare le cui condizioni di salute possono presentare elementi di rischio, presenza di personale medico durante l’addestramento, rispettare i segnali OSHA di pericolo e impiegare equipaggiamento di protezione personale durante ogni addestramento con spray OC (65). Nel bilancio rischi / benefici è da considerare l’effetto di OC sul numero di incidenti e ferite in azione; è stato infatti segnalato come l’introduzione dello spray OC si sia accompagnato ad una riduzione degli incidenti nelle forze di polizia e nei sospetti (66, 67, 68). È più difficile la stima dello stesso effetto nella popolazione civile quando OC è usato come unico mezzo di autodifesa e al di fuori di procedure codificate d’addestramento e impiego. In Italia non sono disponibili dati statistici sull’impiego di OC nella popolazione civile né nelle forze di polizia. Organizzazioni sindacali e gruppi di lavoro dei Comandi di Polizia Locale che hanno adottato questi strumenti, riferiscono comunque una riduzione del numero di infortuni del personale per aggressioni violente durante il servizio.
Criteri d’impiego
L’impiego di polizia è soggetto generalmente a procedure che prevedono che l’agente usi lo spray quando l’aggressore non obbedisce agli ordini, avvisando, ove possibile prima il soggetto che sarà contaminato. L’utilizzo dello spray ha l’obiettivo di evitare uno scontro a mani nude per fermare un aggressore, garantendo quindi una superiorità di controllo da parte dell’agente ed evitare l’impiego delle armi da fuoco per difendersi da un’aggressione non armata. Dopo la contaminazione, il soggetto colpito deve essere avvisato della temporaneità degli effetti e deve essere prontamente decontaminato con metodi adeguati. Una situazione particolare è l’impiego per la difesa da aggressioni durante l’esecuzione dei TSO, procedure di competenza della Polizia Locale. In questo caso dopo la contaminazione e la messa in sicurezza della persona, gli agenti di polizia devono provvedere ad effettuare le procedure di decontaminazione e di assistenza alla persona, che vengono loro insegnate durante il corso obbligatorio previsto dalle leggi regionali per l’assegnazione di spray OC. Anche in ambiente sanitario è descritto l’impiego degli spray OC per autodifesa in stato di necessità da azioni violente da parte di pazienti con gravi disturbi del comportamento (69, 70).
Conclusioni
Le radici della violenza sono complesse: pertanto la diffusione di strumenti di autodifesa non letali non può costituire certamente una soluzione ai problemi di sicurezza avvertiti nelle società occidentali. È necessario tuttavia che gli strumenti impiegati siano efficaci e senza effetti a lungo termine per gli utilizzatori e le persone colpite. L’impiego 156 G Ital Med Lav Erg 2012; 34:2 http://gimle.fsm.it di OC dovrebbe essere una scelta inserita nei protocolli di autodifesa e d’intervento, con una ben chiara valutazione di indicazioni e controindicazioni dell’impiego, che prevedano anche la decontaminazione e il soccorso ai soggetti contaminati, oltre che il monitoraggio di possibili sintomi di effetti collaterali pericolosi. Nella valutazione costi / benefici accanto ad una precisa conoscenza degli effetti lesivi dovrebbe essere considerato anche l’effetto della riduzione di lesioni traumatiche a poliziotti, cittadini e criminali legate all’impiego di OC, rispetto ad altri mezzi di difesa letali e non letali (72). È auspicabile che anche in Italia i vari aspetti legati al tema della sicurezza possano essere affrontati sulla base di dati obiettivi.
Ringraziamenti
Gli autori ringraziano per la collaborazione il dott. Edoardo Mori, e il perito balistico Luca Soldati.
Discussione
Mancano studi sistematici sull’impiego degli spray OC da parte della popolazione civile dove nei paesi in cui la detenzione e il porto di questi strumenti sono liberi; in molti casi gli spray OC sono acquistati presso negozi della grande distribuzione e per corrispondenza e sono portati con sé senza alcun addestramento, salvo la lettura di un foglietto illustrativo di effetti e utilizzo. La ricerca di strumenti di autodifesa non letali deriva dall’esigenza di far fronte alle aggressioni a cittadini e ad agenti di polizia con strumenti diversi dalle armi da fuoco. In particolare gli agenti di polizia si possono trovare nella situazione di tutelare se stessi e i cittadini la cui tutela è loro affidata, senza far uso di armi da fuoco. Cani poliziotto, manganelli, Taser e spray con aggressivi chimici sono fra le soluzioni impiegate per controllare un aggressore e bloccarne l’azione lesiva senza provocargli gravi danni fisici. Vari studi hanno evidenziato una preferenza nell’opinione pubblica circa l’uso dell’OC piuttosto che di agenti chimici come il CS (71). Nel complesso la letteratura scientifica sul tema del capsicum è però caratterizzata da un basso livello di evidenza (72). I dati provengono per lo più da studi osservazionali retrospettivi e non sono presenti studi sperimentali, per comprensibili ragioni, ma che limitano il grado di conoscenza del tema. In Italia non sono poi sistematicamente raccolti dati sull’impiego di questi strumenti e manca un osservatorio sulla sicurezza del loro impiego. È utile ricordare come sia necessario un addestramento, almeno elementare, per un corretto e sicuro utilizzo. Per effetto dello stress acuto in caso di minaccia si possono infatti verificare difficoltà di coordinazione motoria e la brevissima distanza d’ingaggio può non permettere un secondo spruzzo se la mira del primo è sbagliata. Rilevante è la scelta del tipo di modello con caratteristiche di erogazione adatte alle possibili necessità d’impiego. Gli spray OC hanno inoltre una durata limitata nel tempo e devono quindi essere sostituiti periodicamente considerando la data di scadenza. Richiedono una familiarità ed un allenamento almeno elementare per un corretto ed efficace utilizzo. La letteratura segnala anche come la disponibilità di spray OC sia a volte accompagnata ad abusi, in particolare per infliggere dolore a persone arrestate (73) e in ambito carcerario (74) e l’abuso di OC può accompagnarsi a sequele psicologiche (75). La situazione italiana è attualmente disciplinata dal “Regolamento concernente la definizione delle caratteristiche tecniche degli strumenti di autodifesa che nebulizzano un principio attivo naturale a base di Oleoresin Capsicum e che non abbiano attitudine a recare offesa alla persona”, in attuazione dell’articolo 3, comma 32, della legge n. 94/2009. Tale decreto del Ministro dell’Interno, 12 maggio 2011 n. 103, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 luglio 2011, n. 157 ed entrato in vigore il 9 gennaio 2012, ha disciplinata in maniera più precisa rispetto al passato la detenzione e il porto degli strumento da autodifesa contenenti estratto di peperoncino che a lungo erano stati classificati come armi in base alla legislazione italiana in materia (in particolare la legge 110/1975). In base all’attuale Regolamento del Ministero dell’Interno tutti gli strumenti di autodifesa in grado di nebulizzare una miscela irritante a base di oleoresin capsicum (olio di peperoncino) e che non hanno attitudine a recare offesa alle persone, per essere liberamente acquistabili e portabili, devono avere come caratteristiche (previste dall’articolo 1): a) contenere una miscela non superiore a 20 ml; b) contenere una percentuale di oleoresin capsicum disciolto non superiore al 10 per cento, con una concentrazione massima di capsaicina e capsaicinoidi totali pari al 2,5 per cento; c) la miscela erogata dal prodotto non deve contenere sostanze infiammabili, corrosive, tossiche, cancerogene o aggressivi chimici; d) essere sigillati all’atto della vendita e muniti di un sistema di sicurezza contro l’attivazione accidentale; e) avere una gittata utile non superiore a tre metri. Tutti gli strumenti di autodifesa non conformi a queste caratteristiche tecniche rimangono disciplinati dalla normativa in materia di armi. L’articolo 2 prevede che sui prodotti di cui all’articolo 1 importati o immessi sul territorio nazionale devono essere riportate, in lingua italiana visibile e leggibile, le seguenti indicazioni: a) denominazione legale o merceologica del prodotto; b) divieto di vendita ai minori degli anni 16. La confezione dei prodotti di cui al comma 1 deve riportare: a) nome o ragione sociale o marchio e la sede legale del produttore, ovvero, se prodotti all’estero, dell’importatore; b) i materiali impiegati ed i metodi di lavorazione, la quantità di miscela e tutte le sue componenti; c) le istruzioni, le precauzioni d’uso e l’indicazione che l’uso dei prodotti è consentito solo per sottrarsi a una minaccia o a una aggressione che ponga in pericolo la propria incolumità; d) in etichetta, almeno il simbolo di pericolo Xi e l’avvertenza ‘irritante’. Non trattandosi di armi, questi prodotti possono essere detenuti e portati dai privati cittadini maggiori di 16 anni ed entrare a far parte della dotazione di servizio di polizie locali e guardie particolari giurate, con l’esclusivo impiego per autodifesa da eventuali aggressioni. In questo studio non è descritto l’impiego dell’OC come agente antisommossa (riot control) perché al di là degli scopi del lavoro: OC non si dimostra comunque adeguato a questo impiego rispetto agli agenti chimici (24). Di recente si segnala anche in Italia l’introduzione di spray al capsicum anche come sistema antifurto reattivo; mancano tuttavia dati sull’efficacia d’impiego e la sicurezza dell’erogazione di alte concentrazioni di OC in spazi confinati.
Bibliografia
1) Steffee CH, Lantz PE, Flannagan LM, Thompson RL, Jason DR. Oleoresin capsicum (pepper) spray and “in-custody deaths”. Am J Forensic Med Pathol 1995; 16: 185-192.
2) Atkins D, Best D, Briss PA et al. Grading quality of evidence and strenght of reccomandations. BMJ 2004; 32:1490.
3) Haas JS, Whipple RE, Grant PM, Andresen BD, Volpe AM, Pelkey GE. Chemical and elemental comparison of two formulations of oleoresin capsicum. Sci Justice 1997; 37: 15-24.
4) Holtzer P. Capsaicin: cellular targets, mechanisms of action and selectivity for thin sensory neurons. Physiol Rev 1991; 43: 143-201.
5) Govindarajan VS, Sathyanarayana MN. Capsicum-production, technology, chemistry and quality. Part V. Impact on physiology, pharmacology, nutrition, and metabolism, structure, pungency, pain and desensitization, sequences. Food Sci Nutr 1991; 29: 435-474.
6) Cordell GA, Araujo OE. Capsaicin: identification, nomenclature and pharmacotherapy. Ann Pharmacother 1993; 27: 330-336.
7) Fuller RW, Dixon CM, Barnes PJ. Bronchoconstrictor response to inhaled capsaicin in humans. J Appl Physiol 1985; 58: 1080-1084.
8) Urogoda CG. Symptoms among chilli grinders. Br J Indus Med 1967; 24: 162-164.
9) Lankatilake KN, Uragoda CG. Respiratory function in chili grinders. Occup Med 1993; 43:139-42.
10) Blanc P, Liu D, Juarez C, Boushey HA. Cough in hot pepper workers. Chest 1991; 99: 27-32.
11) McDonald DM. Infections intensify neurogenic plasma extravasation in the airway mucosa. Amer Rev Resp Dis 1992; 146: S40-4.
12) Agarwal RC, Bhide SV. Histopathological studies on toxicity of chili (capsaicin) in Syrian golden hamsters. Indian J Exper Biol 1988; 26: 377-382.
13) Monsereenusorn Y, Kongsamut S, Pezalla PD. Capsaicin: a literature survey. CRC Crit Rev Toxicol 1982; 321-339.
14) Fuller RW. Pharmacology of inhaled capsaicin in humans. Respir Med 1991; 85(suppl A): 31-34.
15) Fuller RW. The human pharmacology of capsaicin in humans. Arch Int Pharmadyn 1990; 303: 147-155.
16) Pissari TE, Coleridge JCG, Coleridge HM. Capsaicin-induced bronchial vasodilation in dogs: central and peripheral mechanisms. J Appl Physiol 1993; 74: 259-66.
17) Lundberg JM, Martling CR, Saria A. Substance P and capsaicininduced contraction of human bronchi. Acta Physiol Scand 1983; 119: 49-53.
18) Reilly CA, Taylor JL, Lanza DL, Carr BA, Crouch DJ, Yost GS. Capsaicinoids cause inflammation and epithelial cell death through activation of vanilloid receptors. Toxicol Sci. 2003 May; 73(1): 170-181.
19) Jancso N, Jancso-Gabor A, Szolcsanyi J. Direct evidence for neurogenic inflammation and its prevention by denervation and by treatment with capsaicin. Br J Pharmacol Chemother. 1967; 31: 138-151.
20) Sanico AM, Atsuta S, Proud D, Togias A. Dose-dependant effects of capsaicin nasal challenge: in vivo evidence of human airway neurogenic inflammation. J Allergy Clin Immunol. 1997; 100: 632-641.
21) Maxwell DL, Fuller RW, Dixon CMS. Ventilatory effects of inhaled capsaicin in man. Eur J Clin Pharmacol 1987; 31: 715-717.
22) Watson CPN, Evans RJ, Watt VR. Post-herpetic neuralgia and topical capsaicin. Pain. 1988; 33: 333-340.
23) Tandan R, Lewis GA, Krusinski PB, et al. Topical capsaicin in painful diabetic neuropathy: controlled study with long-term follow up. Diabetes Care 1992; 15: 8-14.
24) Smith J, Greaves I. The Use of Chemical Incapacitant Sprays: A Review. The Journal of Trauma: Injury, Infection, and Critical Care. 2002; 52(3): 595-600.
25) Reilly CA, Crouc DJ, Yost GS, Fatah AA. Determination of capsaicin, dihydrocapsaicin, and nonivamide in self-defense weapons by liquid chromatography-mass spectrometry and liquid hromatography-tandem mass spectrometry. J Chromatogr A 2001; 912(2): 259-67.
26) Watson WA, Stremel KR, and Westdorp EJ. Oleoresin capsicum (cap-stun) toxicity from aerosol exposures. Ann Pharmacotherapy 1996; 30: 733-735.
27) Pfaff AM, Steiner RR. Development and validation of AccuTOFDART™ as a screening method for analysis of bank security device and pepper spray components. Forensic Sci Int. 2011; 206(1-3): 62-70.
28) Spicer O Jr, Almirall JR. Extraction of capsaicins in aerosol defense sprays from fabrics. Talanta. 2005; 67(2): 377-82.
29) Reilly CA, Crouch DJ, Yost GS. Quantitative analysis of capsaicinoids in fresh peppers, oleoresin capsicupepper spray products. J Forensic Sci 2001; 46(3): 502-509.
30) Gillis TD, Kubic TA, De Forest PR. An alternative method to screen for pepper spray residue. J Forensic Sci 2003; 48(1): 111-5.
31) Mori E. Le non armi. Airsoft, Paintball, Armi a salve, bombolette antiaggressione. In Atti XXV Convegno Nazionale di Studio sulla Disciplina delle Armi. Brescia, Camera di Commercio, Industria e Artigianato 2009.
32) Lee RJ, Yolton RL, Yolton DP, et al. Personal defense sprays: effects and management of exposure. J Am Optom Assoc 1996; 67: 548-560.
33) Chan TC, Vilke GM, Clausen J, Clark RF, Schmidt P, Snowden T, Neuman T. The effect of oleoresin capsicum “pepper” spray inhalation on respiratory function. J Forensic Sci 2002 Mar; 47(2): 299-304.
34) Miller JJ, Skolnick J. Inhalation injury after capsaicin exposure. J Ky Med Assoc. 2006; 104(3): 103-5.
35) Macdonald HA. Possible idiosyncratic reaction to OC spray. N Z Med J 1998 28; 111(1072): 327.
36) Brown L, Takeuchi D, Challoner K. Corneal abrasions associated with pepper spray exposure. Am J Emerg Med 2000; 18: 271-272.
37) Zollman TM, Bragg RM, Harrison DA. Clinical effects of oleoresin capsicum (pepper spray) on the human cornea and conjunctiva. Ophthalmology 2000; 107(12): 2186-2189.
38) Epstein RJ, Najmudar PA. Pepper spray in the eye. Ophtalmology 2001; 108(10): 1712-3.
39) Gerber S, Frueh BE, Tappeiner C.Conjunctival Proliferation After a Mild Pepper Spray Injury in a Young Child. Cornea 2011 Jun 2.
40) Das S, Chohan A, Snibson GR, Taylor HR. Capsicum spray injury of the eye. Int Ophthalmol 2005; 26(4-5): 171-3.
41) Hand DG, Chotiner B. Maintenance of visual acuity after exposure to oleoresin capsicum spray following LASIK. J Refract Surg 2002; 18(3): 293-4.
42) Kniestedt C, Fleischhauer J, Stürmer J, Thiel MA. Pepper spray injuries of the anterior segment of the eye. Klin Monbl Augenheilkd 2005; 222(3): 267-70.
43) Vesaluoma M, Muller L, Gallar J, et al. Effects of oleoresin capsicum pepper spray on human corneal morphology and sensitivity. Invest Ophthalmol Vis Sci 2000; 41: 2138-2147.
44) Holopainen JM, Moilanen JA, Hack T, Tervo TM. Toxic carrier sprays may cause corneal erosion. Toxixol Appl Pharmacol 2003; 186(3): 155-62.
45) Busker RW, van Helden HPM. Toxicologic evaluation of pepper spray as a possible weapon for the Dutch Police Force. Am J Forensic Med Pathol 1998; 19: 309-316.
46) Rosenblatt DN, Needle JA. Pepper spray evaluation project. Results of the introduction of oleoresin capsicum (OC) into the Baltimore County, Police Department. Baltimore, Baltimore County Police
Department, 1995.
47) United States Department of Justice. Oleoresin capsicum: pepper spray as a force alternative. Natl Inst Just 1994; 1-6.
48) The American Civil Liberties Union of Southern California. Pepper spray update: more fatalities, more questions. Los Angeles, ACLU 1995.
49) Edwards JM, Granfield J, Onnen J. Evaluation of pepper spray. Natl Inst Just Res Brief 1997; 2:1-8.
50) Weaver W, Jett MB. Oleoresin Capsicum Training and Use. Quantico, Firearms Training Unit FBI Academy 1989.
51) Smith T, Herrero S, Debruyn TD, Wilder JM. Efficacy of bear deterrent spray in Alaska. The Journal of Wildlife Management. 2008; 72(3): 640-645.
52) Temte JL. Grizzly bear and pepper spray: a word of caution. Wilderness Environ Med 1998; 9(4): 262.
53) Granfield J, Onnen J, Petty CS. Pepper spray and in-custody deaths: International Association of Chiefs of Police Executive brief. Sci Technol 1994; 3: 1-8.
54) Christensen RG, Frank DE. Preliminary investigation of oleoresin capsicum. National Institute of Justice Report 100-95, Gaithersburg, National Institute of Standards and Technology 1995.
55) Pollanen MS, Chiasson DA, Cairns JT. Unexpected death related to restraint for excited delirium: a retrospective study of deaths in police custody and in the community. Can Med Assoc J 1998; 158: 1603-1607.
56) Granfield J. Pepper spray evaluation project. International Association of Chiefs of Police 1995; 6: 21.
57) Niemcunowicz-Janica A, Ptaszyn´ska-Sarosiek I, Wardaszka Z. Sudden death caused by an oleoresin capsicum spray. Arch Med Sadowej Kryminol 2009; 59(3):252-4.
58) Vayer JS. Safety of oleoresin capsicum in law enforcement operations. Washington, Casuality Care Research Centre 1996.
59) Giardino BA. Pepper spray antidote successful in one emergency department. J Emerg Nurs 1997; 23(2): 96.
60) Suchard JR. Tratment of capsaicin (Mace?) dermatitis. Am J Emerg Med 1999; 17: 210-11.
61) Barry JD, Hennessy R, McManus JG Jr. A randomized controlled trial comparing treatment regimens for acute pain for topical oleoresin capsaicin (pepper spray) exposure in adult volunteers. Prehosp Emerg Care 2008; 12(4): 432-7.
62) Billmire DF, Vinocur C, Ginda M, Robinson NB, Panitch H, Friss H, Rubenstein D, Wiley JF. Pepper-spray-induced respiratory failure treated with extracorporeal membrane oxygenation. Pediatrics 996; 98(5): 961-3.
63) AA VV. Final report on the safety assessment of capsicum annuum extract, capsicum annuum fruit extract, capsicum annuum resin, capsicum annuum fruit powder, capsicum frutescens fruit, capsicum
frutescens fruit extract, capsicum frutescens resin, and capsaicin. Int J Toxicol 2007; 26: 3-106.
64) Stopford W. Statement concerning pathophysiology of capsaicin ad risks associated with oleoresin capsicum exposure. Durham, N.C. Division of Occupational and Environmental Medicine, Duke University Medical Center 1996.
65) Doubet M. The medical implications of OC sprays. Millstadt, PPCT Management Systems 1997.
66) Morgan JP. Oleoresin capsicum policy considerations. Police Chief 1992; 8: 22-4.
67) Strote J, Verzemnieks E, Walsh M, Hutson HR. Use of force by law enforcement: an evaluation of safetyand injury. J Trauma 2010 Nov; 69(5): 1288-1293.
68) MacDonald JM, Kaminski RJ, Smith MR. The effect of less-lethal weapons on injuries in police use-of-force events. Am J Public Health 2009; 99(12): 2268-2274.
69) George JE, Quattrone MS, Goldstone M. Pepper spray for emergency nurses: a hot topic. J Emerg Nurs 1995; 21(3): 250-251.
70) No authors. Increased use of peper sprays by hospital security reported. Hosp Secur Saf manage 1996; 17(1): 1-2
71) Recer GM. An evaluation of the relative potential public health concern for the self-defense spray active ingredients oleoresin capsicum, o-chlorobenzylidene malonitrile, and 2-chloroacetophenone.
Requl Toxicol Pharmacol 2002; 36(1): 1-11.
72) Broadstock M. What is the safety of “pepper spray” use by law enforcement or mental health service staff ? NZHTA Tech Brief Series 2002; 1(2).
73) Adang OMJ, Mensink J. Pepper spray: An unreasonable response to suspect verbal resistance. Policing: An International Journal of Police Strategies and Management 2004; 2: 206-219.
74) No author. Prisons. Claim of misused pepper spray on ill inmate survives. AIDS Policy Law 2007; 22(20): 8.
75) Cohen MD. The health effects of pepper spray: a review of the literature and commentary. J Correctional Health Care 1997; 4: 73-89.
76) Smith CG, Stopford W. Health hazards of pepper spray. N C Med J 1999; 60: 268-274.
Richiesta estratti: Carlo Alfredo Clerici, Sezione di Psicologia, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche, Facoltà di Medicina, Università degli Studi di Milano, Via Fratelli Cervi 93, 20090 Segrate (Milano), Italy, E-mail: carlo.clerici@unimi.it